[O dal tuo vergine afflato assurgere]

di Tommaso De Beni.

O dal tuo vergine afflato assurgere

ombre di sogni e memorie

di vertigini, o Morte, o Inganno!

E dietro ogni passo un senso,

dietro ogni cosa una voce,

se la Vita in croce,

se forse chissà magari non so,

tu, odi quest’ode all’amica dimagrita

e smagata, l’odi tu? No, tu lodi.

E vagava per le campagne una creatura,

è un mantello quello?

Poi si udì (si udì soltanto) un cavallo

nitrire, nessuna risposta. Risentimento?

Offese? Maledizioni? Senso di colpa?

Perché mai? Tanto il domani porterà luce

e svanirà anche quest’illusione.

Se la tua poesia fosse una sola,

invece di essere tante poesie in una,

se la tua vita fosse una,

invece, di tante vite, nessuna.

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Comments
3 Responses to “[O dal tuo vergine afflato assurgere]”
  1. umberto ha detto:

    sarebbe bello avere anche una parafrasi.

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