E’ tutto mero…

di Marco Vezzaro.

Il Mondiale non è ancora finito. L’Italia torna a casa ridimensionata dopo una catastrofe annunciata, ma scatenare una caccia al colpevole è veramente inutile adesso; son cose che vanno fatte prima, assumendosene i rischi, e non a giochi già fatti.

Io credo che la vera sconfitta del mondiale sia la stampa sportiva di tutto il mondo, e senza appello.

Iniziamo col guardarci in casa: la Gazzetta dello Sport è ormai un quotidiano ridicolo. Lo abbiamo visto con l’impostazione Mourinhocentrica di questi ultimi due anni. Ora Mourinho può stare simpatico o meno, ma era uno dei 20 allenatori della serie A; il più vincente, certo, il più carismatico, forse, ma è un allenatore, e come tale deve essere considerato. Per la Gazzetta dello Sport l’Inter era Mourinho, tutta la serie A era Mourinho, sinceramente non se ne poteva più. Ora il quotidiano rosa cercherà un nuovo personaggio con il quale riempire le pagine spropositatamente dedicate al calcio; uno sport che, vorrei ricordare, occupa due giorni su sette della settimana; 3 o 4 quando si gioca la Champions e l’Europa League. Zero d’estate, quando si parla solo e veramente di aria fritta. E in quelle estati in cui ci sono i Mondiali e gli Europei il gioco giornalistico è facile, basta rifarsi ai topoi più diffusi: Lippi merda, nazionale che non va ma in fondo noi tifiamo Italia lo stesso, se c’era Baggio, se c’era Del Piero, se c’era Cassano…

E’ tutto vero, titolava la Gazzetta il 10 luglio 2006.

E’ tutto vero anche oggi che l’Italia è stata buttata fuori a calci da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia all’esordio mondiale. E’ tutto vero perché questo è il calcio, perchè nel 2006 era la vittoria di tutti gli italiani, oggi è la sconfitta di Marcello Lippi e basta. Lo stesso che l’ha vinta 4 anni fa, e che 4 anni fa era un eroe, adesso è un tecnico mediocre che nella sua vita ha avuto solo culo.

Tuttosport dopo Italia Olanda 0-3 nel 2008 titolava vergognosamente “Ridateci Lippi” bocciando senza appello Donadoni dopo novanta minuti. Oggi titola “Lippi è colpa tua!”. Quando si dice la coerenza. Ma Tuttosport, si sa, è un tabloid. Un giornale che d’estate attribuisce tutti i giocatori del mondo come con le valigie già pronte per Vinovo.

Decidiamoci: siamo fieri di un’Italia che nel giro di 4 anni ha ottenuto il migliore e il peggiore risultato della sua storia o rinneghiamo tutto? Perchè se rinneghiamo tutto meglio allora leggere AS, Marca, i quotidiani inglesi, i quotidiani tedeschi, dove si sa, non siamo molto amati: e allora ecco che nel 2006 non ci meritavamo di vincere. No? Però abbiamo vinto, sul campo, senza aiuti, eliminando tra le altre Germania e Francia. Ed era la quarta volta, la seconda da quando non c’è più la coppa Rimet e Mussolini.

La Spagna ci deride, la stessa Spagna che scava estate dopo estate la sua fossa con spese in federazione che non si può permettere e che offendono la concezione di calcio come sport, se ancora ve n’è un rimasuglio. La stessa Spagna che si compiace di un calcio piacevole e spettacolare, ma che dal 1930 deve ancora dimostrare tutto a livello mondiale.

La Francia raccoglie i cocci della disfatta totale del ciclo apertosi nel 96, culminato nella doppietta 1998-2000, con l’ultimo sussulto di quattro anni fa per una fine ingloriosa e sanguinaria, com’è tradizione dai tempi della Pallacorda. Diventa affare di stato, e in prima pagina dell’Equipe finiscono insulti, parolacce, qualcuno addirittura si permette di chiamare “Editoriale” una sfilza di insulti non argomentati. Niente analisi della partita, solo insulti, alla maniera dei Fascisti.

La morte del giornalismo.

Cosa sta succedendo al giornalismo sportivo? Io una mia idea me la sono fatta. Si chiama demagogia, si chiama internet, si chiama interattività. Le redazioni si sono aperte molto di più a ingerenze esterne, dei lettori, per la maggior parte delle volte analfabeti e qualunquisti che vedono nel calcio l’occasione per poter dimostrare (solo a parole, s’intende) di capire qualcosa, di non essere incompetente come chi, guarda caso, occupa panchine e posizioni importanti in campo, alle quali non si arriva per caso.

I giornali sono online, i commenti dei lettori sono sgrammaticati, banali, vuoti e persino impertinenti, e allora il giornale deve seguire questa linea, deve farsi sgrammaticato, banale, vuoto e impertinente. E’ colpa di internet? Io credo di sì. Internet va eliminato? Sicuramente no. Perchè ora il vero giornalismo sportivo, quello di una volta, quello che parlava di sport e non di chiacchiere da bar è sui blog dei non professionisti, è di chi sa parlare e scrivere di calcio, è di chi non cerca di accodarsi a un popolo che sa gioire per un mese e per i restanti 47 reclama teste in continuazione, ma esprime la propria personale opinione, restandosene compostamente fuori dal campo.

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Comments
One Response to “E’ tutto mero…”
  1. tommaso ha detto:

    interessante la tua prospettiva marco, in effetti ciò che dici sul giornalismo cartaceo mi trova concorde ed estenderei l’indignazione e la reazione violenta anche al giornalismo televisivo da mazzocchi a costanzo; per quanto riguarda il caso specifico di questa catastrofe mondiale io dico che nel 2006 c’era Prodi e come ha detto quella gran gnocca della Melandri era un’altra Italia, non solo calcistica, tutto ciò non fa che confermare la mia teoria secondo cui Berlusconi porta sfiga, e tanto per restare in tema, perché ora Silvio non rimprovera pubblicamente Lippi come fece con Zoff nel 2000, quando eravamo arrivati in finale e siamo usciti solo per la regola fascista del golden goal?

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