AAA: cercasi urgentemente valori politici

di Alessandro Bampa.

 

È il solito schema: morte di uno o più militari italiani in una delle missioni di pace; solidarietà alle famiglie da tutto il mondo politico; rivendicazione dell’importanza delle suddette missioni di pace contrapposta all’invito al ritiro da parte di quelli che vengono poi definiti degli «irresponsabili politici»; riflessione di 2-3 giorni sull’effettiva strategia più o meno militare che stiamo tenendo; ripresa della normale vita politica, almeno fino alla prossima vittima, quando questo schema si ripeterà tale e quale. Ognuno su un argomento così delicato come la missione di pace, quale che sia, ha legittimamente la sua idea. Noi sinceramente la consideriamo nella maggior parte dei casi solo come una risemantizzazione dell’«esportazione della democrazia» (sulla quale si è già espresso il collega Alberto Bullado parlando di Sakineh), già nota in passato come «guerra». Quella guerra che – come noi – l’art. 11 della nostra sempre più ignorata Costituzione ripudia. Ma è solo la nostra opinione, non è questo il punto. La ripetizione di questo schema infatti ci è utile solo per alcune riflessioni sulla politica nostrana. Partiamo dal presunto centrodestra, per poi dilungarci sulla presunta opposizione. 

Ieri il ministro della Difesa La Russa ha definito uno «sciacallaggio» parlare ora di un eventuale ritiro dall’Afghanistan. Bene, già che ci siamo, apriamo la caccia a questi «sciacalli». Sapete chi, il 19 settembre 2009 in seguito alla morte di 6 parà, ha detto che «il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan è fallito», dunque «a casa quanto prima»? Tale Bossi Umberto, il miglior animale politico su piazza, quello forse più incoerente di tutti ma che, nonostante tutto, è ancora lì, a tenere per le palle un intero Paese da alleato di La Russa. Malgrado un clima identico a quello che gli fece proferire quelle parole da «sciacallo», in questi giorni non sono arrivate sue notizie. Che abbia (nuovamente) cambiato idea, ritornando ad una natura umana per lasciare quella animale solo al figlio trota? Per ora, non sappiamo nulla. Ma cambiamo «sciacallo». Chissà cosa avrebbe detto La Russa dell’opposizione che il 27 marzo 2007 rischiò di far saltare i rifinanziamenti alle nostre missioni di pace, formalizzando nei fatti il tanto temuto ritiro italiano dai teatri di guerra. La maggioranza era quella di Romano Prodi, l’opposizione era quella di Silvio Berlusconi, sulla carta guerrafondaia, ma che alla fine si astenne, bocciando sostanzialmente il rifinanziamento (l’astensione al Senato equivale ad un «no»). Cosa dovremmo dire dell’allora minoranza? Che era composta da «sciacalli», pronti a mandare all’aria il lavoro dei nostri ragazzi e i loro credo politici solo per far cadere il governo? 

Chiudiamo con gli «sciacalli» e, come promesso, passiamo all’attuale opposizione, quella che nel 2007 era la maggioranza e che, a sua volta, mandò alle ortiche la sua ideologia votando a favore del rifinanziamento. Come risponde oggi all’ipotesi di La Russa, che ha ventilato la dotazione di bombe per i nostri caccia? Piero Fassino – quello che definì «squadristi» i contestatori di Renato Schifani armati di agende rosse – pensa «che il Parlamento debba discuterne», visto che «è sbagliato parlare di guerra, perché c’è una differenza sostanziale tra chi fa la guerra e una missione di pace». Già ci immaginiamo i cori di giubilo nelle fila degli ex comunisti italiani: «Evviva, non siamo degli “sciacalli”, per fortuna abbiamo sacrificato ancora una volta i nostri ideali e – da oppositori – ci troviamo d’accordo con un ex (?) fascista che generalmente chiamiamo il “Ministro della guerra” del governo che sta devastando nei fatti la Carta scritta col sangue dei nostri partigiani». Qui la domanda è molto semplice: ma la politica prevede ancora alla sua base delle idee? Oppure tutto è trattabile e, spesso e volentieri, svendibile, ribaltabile, rinnegabile? Parliamoci chiaro: sul Pd vogliamo dare ragione a Beppe Grillo che lo chiama Pd-meno-elle e ad Ellekappa che definì i componenti del centrosinistra i «diversamente concordi»? Il Pd è all’opposizione? Soprattutto, conosce il significato del termine? Altri esempi odierni: il Pd non sta dicendo più nulla sulle fibrillazioni sindacali in atto dall’ormai celebre accordo di Pomigliano; Bersani ha riaperto ad un’alleanza con l’Udc, il partito che fino all’altro giorno era alleato di Berlusconi e contava tra le sue fila Totò Cuffaro, condannato in appello per favoreggiamento alla mafia. Domanda generale: il pacifismo, la difesa della classe operaia e la questione morale, temi originariamente di sinistra, valgono ancora? 

A proposito di questione morale e quindi di legalità, prendete l’ultima notizia arrivata dall’altro partito di opposizione, l’Italia dei Valori: oggi Di Pietro ha rinnegato il sostegno offerto al sindaco di Salerno De Luca per le ultime regionali (poi vinte da Stefano Caldoro, un altro degli attenzionati dalla grande famiglia del Partito dell’Amore tramite un dossier che doveva presentarlo come un «culattone» per far candidare Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario all’Economia accusato di concorso esterno in associazione camorristica). Motivo? «Il sindaco di Salerno non è stato un uomo d’onore, ha accettato la prescrizione nel processo per la discarica di Ostaglio», dopo una condanna in primo grado. Stesso discorso: può un partito politico che basa il 90% dei suoi consensi sulla legalità scendere a patti proprio su questo tema fondante, derogando alle sue regole interne?

 

Tutto questo articolo mira solo a far riflettere su un semplice punto, in realtà fondamentale: cos’è diventata la politica? Che fine hanno fatto gli ideali che nei partiti una volta venivano prima degli uomini? Esistono ancora Destra e Sinistra? E i loro valori? Sono anch’essi – come spesso e volentieri i parlamentari – oggetto di mercifico e meretricio? Le domande nascono spontanee analizzando anche solo superficialmente i singoli fatti. E la mancanza di risposte ci preoccupa: senza una benché minima politica seria, non si va da nessuna parte.

Annunci
Comments
2 Responses to “AAA: cercasi urgentemente valori politici”
  1. tommaso ha detto:

    Concordo pienamente con i concetti espressi dall’articolo. Faccio notare che la discesa in campo di Berlusconi a pochi anni di distanza dalla caduta del muro di Berlino veniva salutata positivamente come la fine delle ideologie, quindi la questione non sarebbe più stata essere di destra o di sinistra. Allo stesso tempo però Berlusconi doveva essere il rappresentante di una destra finalmente liberale e antifascista, ma su questo hanno dei dubbi in molti, compresi alleati o ex alleati dell’attuale premier. Il problema è che, oltre alle ideologie, sono sparite le idee. L’idea più forte espressa dall’attuale governo mi sembra quella di Tremonti: <>. Però sono i giornalisti e gli intellettuali in genere che confondono le idee all’opinione pubblica con termini come ateo, laico, cattolico, anticlericale, riformista, liberale, garantista, giustizialista, etc.

  2. tommaso ha detto:

    L’idea di Tremonti è che con la cultura non si sfamano le famiglie. Io risponderei che con l’ingoranza si ammazza la democrazia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: