UNA PERDITA E UN COMPLEANNO Giudici, Pagliarani, Orelli, Guerra, Zanzotto: in memoria dei padri.

di Tommaso De Beni.

Mi capita spesso di chiedermi, di fronte a certi fatti di cronaca o alle disavventure della nostra classe politica, vedendo certe trasmissioni televisive o sentendo degli ultimi piani della Fiat, chissà cosa direbbe Pasolini, chissà cosa direbbe Volponi, oggi? Non è solo per la mancanza di intellettuali autorevoli che il pensiero si volge al passato, ma anche e soprattutto perché Pasolini e Volponi fanno parte, assieme a Calvino, a Fortini, a Zanzotto, di una generazione particolare, in bilico tra moderno e antimoderno; una generazione che ha vissuto i drammi della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza, che è cresciuta nel clima culturale dell’ermetismo prima, del neorealismo e neosperimentalismo poi, e che ha visto il cambiamento radicale di un’intera nazione, di un intero popolo, di un intero paesaggio. Mi riferisco al cosiddetto boom economico, alla scomparsa della civiltà contadina e all’affermarsi della società dei consumi e dei media, il tutto nel giro di pochi decenni. Molti di loro hanno fatto in tempo a vedere la nascita e lo sviluppo dell’ideologia postmoderna ed è proprio con la loro generazione, quella degli anni Venti, che gli scrittori affermatisi negli anni Ottanta e Novanta avrebbero dovuto confrontarsi. Invece, tranne forse il caso di Calvino, le nuove generazioni hanno cercato i loro modelli altrove, creando una frattura generazionale con autori che invece molto avrebbero da dire oggi perché molto hanno detto in passato su fenomeni che ancora ci riguardano da vicino.

Martedì 24 maggio 2011 è morto a Roma Giovanni Giudici, poeta e giornalista nato a La Spezia nel 1924, da tempo gravemente malato; avrebbe compiuto 87 anni tra un mese. Ne compie 84 oggi, mercoledì 25 maggio, Elio Pagliarani, anche lui poeta, originario di Viserba (Rimini). Quest’anno ne compiono 90 Andrea Zanzotto e Giorgio Orelli; ne ha già compiuti 90 invece il poeta dialettale e sceneggiatore Tonino Guerra, classe 1920. In questa panoramica ho ricordato, oltre ad autori che ci hanno lasciato, anche quelli ancora viventi perché mi sembra ipocrita ricordarsi di uno scrittore solo in occasione della sua dipartita (fanno ancora male le parole dell’onorevole Gasparri nel 2004, un anno prima della morte di Luzi: «Piuttosto che fare senatore a vita Luzi, che nessuno conosce, avrei nominato Mike Bongiorno») e perché questo articolo vuole essere, oltre che un omaggio alla memoria di chi non c’è più e un augurio a chi è ancora tra noi ed ha l’età che avrebbero Volponi e Pasolini, un’occasione per ricordare le generazione degli scrittori degli anni Venti del Novecento, di cui fa parte per esempio anche Andrea Camilleri, divenuto noto per un caso editoriale ed altrimenti ingiustamente dimenticato. A mio avviso questi poeti, giornalisti, scrittori, insomma questi intellettuali, che sono nonni rispetto a chi come me è nato negli anni Ottanta, sono molto più vicini a questa generazione rispetto ai vari Baricco e De Carlo ed hanno molto da dirci e da insegnarci (non serve importunarli con interviste, basta leggerli) e non solo sulla guerra o sulla Resistenza, che pure sono argomenti importanti. Per essere più chiaro, questi scrittori (tranne i prematuramente scomparsi Pasolini e Calvino) hanno visto Mussolini e anche Berlusconi, con in mezzo Andreotti, Leone, Kennedy, Sindona, quindi potrebbero, molto più di chiunque altro, lanciarsi in confronti o rievocazioni. Inoltre hanno vissuto e fatto la storia letteraria, quella delle antologie e delle librerie, ma soprattutto quella della formazione letteraria di chi si accinge a scrivere. Più che il tema della vecchiaia, già affrontato dal blog di Conaltrimezzi in occasione della scomparsa di Mario Monicelli, vorrei trattare qui quello della memoria. Nel caso di un poeta o scrittore la memoria si esercita leggendo le opere e poco importa che lo scrittore sia ancora tra noi e in che modo. Se poi conduttori Tv, giornalisti, professori, critici si ricordano di lui e decidono di dedicargli qualche spazio (non necessariamente legato alla pubblicizzazione di nuovi libri), tanto meglio. Ecco allora cosa vuole essere principalmente questo articolo:un invito alla lettura di Calvino, Pasolini, Volponi, Fortini, Orelli, Zanzotto, Guerra, Giudici, Erba, Pagliarani, ma anche Porta, Risi, Raboni, Sanguineti.

Detto questo mi sembra doveroso un breve profilo bibliografico di Giudici e Pagliarani.
Giovanni Giudici era un maestro di ironia. Nella poesia Descrizione della mia morte, dalla raccolta O Beatrice del 1972 il poeta ironizza, come spesso farà nella sua carriera, appunto su se stesso e sulla propria vita, nello specifico sulla fine di essa. Una signora che sorride «un po’ burocratica» lo accoglie in un ufficio prima di mostrargli la bara, in un legno talmente raffinato che il poeta si chiede chi la pagherà: «forse in segno di stima la mia Città o lo Stato».
Totalmente estraneo all’ermetismo, da buon ligure portava con sé il tono un po’ cupo e amaro di Sbarbaro e Montale, e l’atteggiamento a volte crepuscolare, ma anche il gusto leggero per la rima di Caproni. Tra le altre, si ricordano le raccolte Autobiologia, del 1969, e Il male dei creditori, del 1977.
Giudici è stato anche giornalista, grande traduttore (fu premiato nel 1988 per la sua versione dell’Onegin di Puŝkin) e saggista.
Elio Pagliarani esordisce nel 1954 con Croncahe e altre poesie. Del 1960 è il celebre poemetto La ragazza Carla; le sue poesie furono antologizzate ne I nuovissimi in seguito alla sua adesione al Gruppo 63. Le sue raccolte più avanguardiste, caratterizzate dalla tecnica del montaggio, sono Lezione di fisica e Fecaloro, del 1968, e Rosso corpo lingua oro pope-papa scienza. Doppio trittico di Nandi, del 1977. Ha collaborato anche scritture teatrali e ad antologie di racconti.

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Comments
2 Responses to “UNA PERDITA E UN COMPLEANNO Giudici, Pagliarani, Orelli, Guerra, Zanzotto: in memoria dei padri.”
  1. Valentina Pizzini ha detto:

    Condivido in pieno. Soprattutto su Pagliarani, ingiustamente sconosciuto e molto, sebbene sia una parola abusata, “attuale”.

    • conaltrimezzipd ha detto:

      ConAltriMezzi si trasferisce su http://www.conaltrimezzi.com/
      Dopo un breve periodo di transizione rimarrà in linea solamente il nostro nuovo sito come unico indirizzo web ufficialmente legato e gestito dalla redazione di ConAltriMezzi, mentre questo vecchio blog verrà eliminato. Si chiude un capitolo per aprirne immediatamente un altro. Cogliamo inoltre l’occasione per dire che ConAltriMezzi ha in serbo altri progetti per il nuovo anno: nuove uscite, nuove iniziative, nuove collaborazioni. A cominciare dalla nostra nuova casa. Perciò continuate a seguirci su CONALTRIMEZZI.COM, iscrivetevi alla newsletter e supportateci attraverso la nostra pagina di Facebook.
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