Dopo la pubblicità – CAM#05 TRASH!

di Antonio Lauriola.

Stanza3: così sono andata di là e gliene ho dette quattro 🙂 cosa si aspettava? Non si fanno certe stronzate… INVIO

BelSorcino: hai ragione!!! Al tuo posto le avrei spaccato il naso. Sai che sono sempre dalla tua parte e quando ci sono le altre perdo interesse e faccio altro. Comunque ora l’hanno mandata via a calci in culo.

Stanza3: lol INVIO

BelSorcino: hahaha xò sai che mi piaci di più quando non sei così triste. Hai qualcosa per tirarti su? È più di mezzora che chiacchieriamo e mi sta diventando moscio 😉

Stanza3: sei il solito figlio di puttana segaiolo INVIO

Stanza3: fissa il monitor e preparati a pagare, stronzo INVIO

È la solita storia da due settimane. Non si accontentano più di vedermi ubriaca a masturbarmi mentre se lo menano nei loro salotti per bene o nelle camere da letto quando la moglie è a lavoro e il figlio adolescente è in camera con gli amici a fare lo stesso. Ma è per questo che sono qui. Incurante dell’occhio arrapato della webcam, apro il cassetto del comodino e la fornitura per la settimana è già pronta, confezionata in monodose come i colliri alla camomilla: ne prendo una e la verso sulla quarta di copertina di Madame Bovary. Il solito rito, un supporto diverso al giorno. Sospiro prima di cancellare, con la cannuccia del tè, la prima riga bianca e bruciante. Il solito tic alla palpebra e tiro la seconda con l’altra narice sperando che non ricominci a sanguinare. Qualche spasmo e fisso il monitor muto allontanando dalla mente l’immagine dei burrosi vigliacchi dall’altra parte. I capezzoli mi si inturgidiscono intorno ai piercing come congelati da una raffica di tramontana. BIP. Vado al monitor.

 BelSorcino: voglio Butch… ti prego

Dux92: sììììì, dacci dentro!!!!!!!

C’era da aspettarselo. Non rispondo e mi allontano di un paio di metri per lasciarlo entrare: guaisce annusando i miei umori, come un pugile professionista che sente l’atmosfera del ring, ma non sembra felice come le prime volte. Gli accarezzo il capo scuro guardandogli l’umida profondità delle pupille e lo faccio salire sul letto. BIP BIP BIP. So già cosa stanno scrivendo: li ignoro. Non controllo bene i movimenti e involontariamente pizzico il collo del rottweiler che ringhia infastidito prima di abbaiare. Inutile temporeggiare – gli sussurro – e allungo la mano sul ventre chiaro fino al ciuffetto di peli unti tra le gambe posteriori. Mi sembra un’eternità, certamente più del solito, prima che la punta rossa e venata del pene faccia capolino ingigantendosi eretta, così lascio che cominci lui. Gargarizzo roca da gola e naso e sputo tra le mie gambe, allargandole perché il mio sesso attiri l’animale. La sua lingua. Ricordo improvvisamente che qualche anno fa un amico mi fece leggere un articolo che raccontava di donne che usano cospargersi di burro d’arachidi per farsi eccitare dal proprio cane, e che gli uomini preferiscono i vitelli. Provo lo stesso disgusto che confessai allora e un conato di vodka mi sale in bocca bagnandomi le labbra. BIP.

Sento il membro caldo e viscido di Butch che, gonfio e pulsante sul mio palmo, comincia a oscillare disarmonico e goffo come se la coca l’avesse tirata lui, mentre lappa dalla mia vagina procurandomi contorsioni e scatti. Lo allontano sdraiandomi accanto al suo corpo caldo e nauseabondo fino a trovarmi il rigonfiamento virile tra gli occhi e il naso, con goccioline di liquido che cadono sul materasso ferendomi di puzzo acido le narici. Glielo stringo con decisione. BIP. Prendo a leccarlo con ostentata volgarità ma forse – rifletto – è l’animale a ostentare eccitazione, e io a dissimulare ferinità. BIP. BIP. BIP. Maledetti maiali con le loro tastiere luride di sperma e sudore.

Butch viene. Io vengo. Io vomito sperma di cane, vodka e tramezzini.

Attendo l’odioso suono del computer senza ripulirmi quando la povera bestia, delusa dalla routine di cane, balza giù dal letto per andare a pisciare sullo stipite della porta del bagno.

BIP. Eccoli: vado alla tastiera e spengo lo screen-saver scoprendo che non sono loro. La produzione mi avverte della pubblicità. Telecamere spente e pausa pranzo per tutti: per gli spettatori paganti, nelle loro abitazioni borghesi e ipocrite; al bar degli studios, per i membri dello staff che dirigono con la stessa disinvoltura me, gli inquilini delle altre stanze, e le pubblicità delle merendine per gli scolaretti; per me, con il suono gracchiante della porta automatica che si apre sul corridoio assieme alle altre.

Siamo in tutto tre femmine e un maschio gli inquilini di questo capannone hi-tech. Quattro mesi fa, nella sala riunioni della *** s.p.a., eravamo sette donne e tre uomini, ciascuno il risultato di una lunga fase di casting e selezioni, raccomandati a dovere e pronti a ogni compromesso per avere la parte.

Stanza5 e Stanza9 superano il rettangolo vuoto del mio ingresso prima che Stanza1 passi gocciolando sangue dai profondi solchi sulla schiena.

L’annuncio parlava de «Il programma che ha fatto impazzire l’America. 20000000 di accessi al giorno. Il primo e unico reality on-line». Mastoplastica da paura, naso e labbra nuovi di zecca e seratine col Ministro e la sua compagna trans, mi garantirono l’accesso alle selezioni finali: partiti in cinquecentomila, eravamo in cinquanta. Disponibilità all’uso di qualunque tipo di stupefacente o superalcolico e alla pratica delle più impensabili prove sessuali, e la terza stanza del corridoio fu mia. In questi giorni finirà tutto. Non so quanta gente segua ancora lo show, né chi ci sia davvero dietro alle eliminazioni degli altri concorrenti, ma ho una certezza: uscita di qui, i salotti televisivi, le discoteche e gli organizzatori di eventi mondani faranno carte false per ingaggiarmi anche solo per un’ora. Fisso il monitor.

Ancora qualche minuto di pubblicità. Occhi elettronici spenti. Il cassetto del comodino ancora aperto: tredici ovuli bianchi, una cannuccia e una lametta da rasoio.

Ora so come vincerla questa fottuta messinscena.

BIIIIIIIP.

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Comments
4 Responses to “Dopo la pubblicità – CAM#05 TRASH!”
  1. serena ha detto:

    Piacevole, ma non ho ben capito cosa c’entri col trash. Forse non ho ben capito cosa intendete con trash, o cosa si intenda.

  2. conaltrimezzipd ha detto:

    Leggendo CAM#5, Serena, avrai notato come l’argomento ‘trash’ sia stato trattato sotto molteplici punti di vista. Un tratto ricorrente – non per questo necessario – è senza dubbio il degrado o la rappresentazione grottesca della sessualità nei suoi aspetti più materiali, spesso sbattuto in prima pagina o elevato a rango di valore sociale contemporaneo.
    Questo racconto, che già nel tuo ‘piacevole’ (e nel commento in generale) ha ottenuto il suo scopo, nasce come puro divertissement narrativo: l’ho scritto mentre avevo sottomano ‘Gang Bang’ di Palahniuk per scriverci l’articolo che trovi in rivista. L’intento principale era quello di condensare in poche righe qualche pezzetto di ‘spazzatura’ di costume: la devianza sessuale, i realities, la bamba, la depravazione online, i compromessi per il successo, …
    Questo racconto non ha fini didascalici o retorici, né riferisce di una posizione morale o di alcun tipo (anche se il nome del primo interlocutore non è casuale): è solamente una storia, un ‘esercizio di stile’.
    Tu, quindi, escluderesti dall’etichetta trash queste righe? Cosa pensi sia il trash? Se vuoi è un piacere discuterne..
    AL

    • serena ha detto:

      Forse lo escluderei, perché non è così eccessivo e non ha i tratti di sciattezza che di solito ero abituata a collegare al trash; ma non so se sia il caso di aprire una discussione sul canone del trash. Questo però lo reputo tale: http://www.youreporter.it/video_Ministro_Brambilla_gioca_con_una_tigre_video_1 😀
      ciao ciao
      🙂

      • conaltrimezzipd ha detto:

        Grazie per la segnalazione, Serena. Su questo siamo d’accordo: il video è decisamente trash; probabilmente sarebbe bastata una foto della Brambilla a meritare quest’etichetta ma il video, la musica, la “tigre più bella del mondo salvata dall’amore”,… devo ammetterlo, lasciano il segno 🙂

        AL

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