Ludovica Amici – Wikileaks

di Eugenia Giancaspro.

Wikileaks, il libro dei fatti che non dovevate sapere, è (oramai dal 15 dicembre scorso) disponibile nelle migliori librerie italiane. In realtà si può trovare in una libreria qualunque, in basso a destra, mezzo coperto dai nuovi “Rotoloni Regina” di Bruno Vespa. Al modico (?) prezzo di 14 euro e 90 e con i dieci centesimi rimanenti potreste anche comprarvi una Goleador. Se il libro vi facesse battere i denti, potreste sempre ammortizzare l’urto masticando un po’ di liquirizia. Perché dovrebbe farvi battere i denti? Beh, perché il libro in sostanza è un mega riassunto dei documenti più scottanti che siano mai stati pubblicati da Wikileaks, documenti segreti che i governi e le multinazionali avrebbero voluto che restassero tali.  Si parla di tutto un po’, ce n’è davvero per tutti i gusti e in tutte le salse. Conoscevate i nuovi metodi d’interrogatorio (letteralmente) all’ultimo grido usati a Guantanamo per ottenere dai detenuti, (presunti) terroristi di Al Qaeda, affidabili confessioni? Aria condizionata a palla, musica rap (sì musica rap!) a tutto volume e luci stroboscopiche. E poi le ovvietà: sputare sul Corano e via discorrendo. Insomma malefica tortura psicologica. E ancora il libro svela altri altarini sulla guerra in Afghanistan, mettendo in risalto alcune inquietanti questioni: e se “il governo USA avesse pianificato di invadere l’Afghanistan ben prima dell’ 11 settembre?” E ancora “dove sono finiti centinaia di milioni di euro di aiuti (versati anche dall’Italia) destinati alla ricostruzione del paese e invece scomparsi a Kabul?” o ancora “come mai i governi si ostinano a perseverare una guerra così impopolare dato che solo in Italia il 56 % della popolazione chiede il ritiro delle truppe?” Inoltre  sottolinea anche altri aspetti contraddittori della faccenda: l’immagine doppia della stessa, truppe occidentali che dovrebbero difendere il popolo afgano dagli estremisti islamici, si insomma come si concilia questa missione “di pace” con le stragi di civili di cui ovviamente non si sente mai parlare? O ancora la strumentalizzazione della condizione della donna afgana, immagini di volti sfigurati di donne afgane usate dall’occidente come una sorta di giustificazione (della serie “te l’avevo detto!”). Quando la triste verità è che le donne in Afghanistan vivono come prima la loro situazione, se non peggio. Insomma il libro svela dei meccanismi mondiali, potenti amicizie ambigue fra leader internazionali e non mi riferisco solo a Berlusconi e Putin (leader di “paesi con forti infiltrazioni mafiose”, rapporti “conditi da sontuosi regali e da contratti energetici lucrativi”, rapporti che spaventano la stessa Clinton, convinta che possano turbare “la polita estera ed economica” di entrambi i paesi, rapporti da cui emerge un Berlusconi avido di prestigio internazione molto “desideroso di restare nelle grazie di Putin”..); dicevo il libro svela ingranaggi nascosti ma dominanti, che una volta affiorati alla luce non possono non destare in chi legge un che di stupefacente, sconvolgente,perturbante. E poi c’è un capitoletto dedicato a  Scientology, dal titolo altrettanto eloquente “mistero e business”  o un altro intitolato “Climategate” che mette in risalto la colpevolizzazione da parte dei media dell’umanità, che sembrerebbe in tal modo più responsabile di quanto effettivamente sia  dei cambiamenti climatici in atto. Insomma un libro rassicurante e sconvolgente allo stesso tempo. Una sorta di scomodo manuale di storia. Ma vivo. Troppo contemporaneo. Ci trovate pure un’introduzione molto carina che vi spiega cosa sia Wikileaks, perché si chiama così? qual è la sua missione? e tratteggia l’affascinante figura della mente (geniale?malata?) che sta dietro tutto questo:  Julian Assange, “trentanovenne australiano laureato in fisica a Melbourne con un passato da hacker”da far tremare di paura Pentagono e Nasa…  Ma perché anticiparvi altro?

Il libro è stato scritto da Ludovica Amici, documentarista e giornalista free lance, e ed è stato pubblicato da Editori Riuniti, il carattere della scrittura è gigante, e viene da chiedersi come mai tanto spreco di carta?, e poi ci sono svariati errori di stampa, segno che è stato il frutto di un lavoro affrettato. Comunque sia esiste, e per chi avesse ancora qualche dubbio su quanto valga la pena di essere letto riporto papale papale l’incipit dell’introduzione: “crediamo che la trasparenza in un governo porti a ridurre la corruzione, a un governo migliore e a democrazie più forti. Tutti i governi possono beneficiare di un maggiore controllo da parte della comunità mondiale, così come la loro stessa gente. Crediamo che questo esame richieda informazioni”. E dato che le informazioni ci sono, tanto vale dargli una letta, o no?                

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