Un, due, tre, Stella! Fermo o sei morto – Anteprima Padova Vintage Festival

UN, DUE, TRE, STRELLA! FERMO O SEI MORTO
Anteprima della mostra dedicata agli Anni di Piombo, a Padova dal 9 all’11 settembre – ANTEPRIMA PADOVA VINTAGE FESTIVAL

di Antonio Lauriola.

Quando, nel 1952, Ernst Jünger nel suo Trattato del ribelle  (ed. it. Adelphi, Milano 1990) scriveva: «ribelle è dunque colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di contrapporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo» molto probabilmente non immaginava che, di lì a poco più d’una dozzina d’anni, sarebbero scoppiati l’Europa e il mondo, in un’epoca per noi ormai lontana e dagli evocativi scorci memoriali che, negli anni successivi, sarebbe stata scossa da movimenti di massa, lotte di classe e frustrazioni generazionali. Dal finire dei ’60 – è solamente storia – si è potuto assistere allo stato di rivolta permanente che, in nome di una libertà che spesso è sfociata nel fatalismo temuto dal filosofo tedesco, ha investito intere popolazioni.

L’Italia di quegli anni è quella della DC, degli ‘ideali’ del PCI e delle prove del PSI, dei nostalgici dell’MSI e chi più ci crede più ne dica; sono i tempi del boom, prima – con le Fiat500 in ogni garage, la classe fantozzian-impiegatizia ottimista e sorridente –, ma  diventano presto quelli delle crisi e delle paure, quelli delle proteste di piazze – studentesche, giovanili, operaie, femministe, sessiste, ecc. – quelli delle prime sassaiole e dei primi colpi di manganello, di sbirro contro manifestante contro borghese contro Stato. Ed è un attimo… qualcuno più incazzato o folle degli altri, magari più convinto del proprio –ismo, si organizza, mette in moto la macchina del terrore e da dietro una nove millimetri, un passamontagna o un’uniforme, prova a dettare le regole del suo gioco. Quale che sia. Di chiunque sia il campo. Sono gli “anni di piombo” e, volens nolens, pesano oggi come allora.

Padova, protagonista allora come luogo e come idea, torna a volgere, in questi giorni, lo sguardo a quel periodo con una mostra d’arte allestita in occasione del Padova Vintage Festival 2011. Lo fa in una location nient’affatto casuale, a poche decine di metri dal luogo dell’attacco brigatista del 17 giugno ‘74 alla sede di MSI di via Zabarella, nelle sale del Centro Culturale “San Gaetano” di via Altinate, ex tribunale della città. Bruno Lorini, curatore della mostra con Roberta Iacchini ci ha fornito qualche anticipazione sull’evento.
Le intenzioni dei due sono chiare già dal titolo dell’evento: “Un, due, tre, stella!”: con ironia e leggerezza richiamano alla memoria uno dei giochi più noti dell’infanzia di ciascuno, fatto di pochi gesti semplici ma rigorosi, metafora di una serietà e una coerenza che solo l’innocenza fanciullesca sanno mostrare; ma anche il movimento rapido e preciso di una traccia, quella terribile e arcinota del logo delle Brigate Rosse, di una stella a cinque punte inscritta in un cerchio.

Perché – abbiamo chiesto – scegliere un tema come questo per l’occasione di un festival dedicato al vintage?
Vintage
– spiega Lorini – è un termine con un’origine precisa e un referente altrettanto chiaro: il buon vino d’annata. Gli anni di piombo sono per l’Italia e per Padova un patrimonio che, per quanto triste, non può essere ignorato. «Considerare Toni Negri vintage mi piaceva. Come un disco di Donna Summer». Così anche un contesto luminoso e festoso come quello del festival può essere l’occasione per guardare a icone diverse dal solito: non solo fashion e mode, ma anche i luoghi e gli stili che hanno caratterizzato gli anni Settanta.
Installazioni fotografiche, videoarts e tele si mostreranno, allora, dal 9 all’11 settembre con le firme di sei artisti diversi tra loro per approccio ma accomunati dalla ricerca dell’espressione di una memoria inevitabile.

Gea Casolaro, abituata a offrire un punto di vista non scontato sul mondo contemporaneo e sui suoi aspetti sociali e politici, propone un’installazione di lettere che si rincorrono in loop nell’ambiguo rapporto tra legge e giustizia.

Luca Clabot, che raccoglie storie locali dalle pagine e dagli angoli dei giornali, presenta un’inedita costruzione sulla pianta della città patavina con le sue numerose vie che evocano arti, capi, piedi e ogni parte del corpo.

Laura Fiorio fotografa i luoghi degli Anni di Piombo ‘arricchendoli’ di materiale eterogeneo.

Augusto Maurandi ricorda, non solo col nome, il quasi omonimo Giorgio, ma ne richiama l’opera, le sue nature morte di bottiglie allineate, svelandone usi meno pacifici ma altrettanto attuali.

Macinino.com presenta il lavoro effettuato sul montaggio di spezzoni di film girati a Padova negli anni Settanta

Matteo Scialpi espone fotografie estratte dal suo lavoro di reporter.

PADOVA VINTAGE FESTIVAL, 9 – 10 – 11 SETTEMBRE

Conaltrimezzi seguirà da vicino l’evento tra incontri, anteprime e interviste. Rimanete sintonizzati. Qui di seguito le coordinate dell’evento:

Sito ufficiale del Padova Vintage Festival
Padova Vintage Festival su Facebook

Mail: info@vintagefestival.org


IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

EXPO:
Archivi e collezioni di abiti, accessori, bigiotteria e elementi di design frutto di un’attenta selezione di espositori nazionali ed europei saranno presenti nella mostra mercato dell’agorà del San Gaetano. Un’importante galleria per veri cultori dello stile retrò dagli anni ’50 agli anni ’90, con abiti e accessori che hanno fatto la storia.
Location: Agorà

JAPANESE BEAUTY:
Gli abiti di Comme des Garçons, Issey Miyake e Yohji Yamamoto, tra i più importanti rappresentanti della moda giapponese provenienti dall’archivio A.N.G.E.L.O. Il design giapponese, caratterizzato da forme compatte, pulite ed essenziali che ha conquistato per il suo carattere minimale.
Location: Primo Piano, Ballatoio

MOSTRA ARTE:
Il terrorismo degli anni di piombo a Padova sarà il tema dell’esposizione curata da Bruno Lorini e Roberta Iachini, in cui cinque artisti contemporanei presenteranno opere e performance. Gea Casolaro, Augusto Morandi, Luca Clabot, Antonio Guiotto sono gli eclettici protagonisti di questa inedita retrospettiva.
Location: Primo Piano, Ballatoio

WORKSHOP:
Una tavola rotonda in cui ospiti di spessore dialogheranno a diretto contatto con il pubblico. Appuntamenti per immergersi tra moda, design, arte e musica e sperimentare il vintage in modo autentico.
Location: Itinerante, Sala Vecchiato, Auditorium

URBAN BREAKFAST:
Un contest regionale delle migliore scuole hip hop in cui i ballerini si sfideranno a colpi di freestyle, New style, Krumping, House e molto altro. L’hip hop come esempio palese di contaminazione tra il passato, lo stile Vintage, e lo spirito sperimentale contemporaneo.
Location: Auditorium

FILMFESTIVAL DI BARCELLONA – MECAL:
Cortometraggi, videoclip e pubblicità creative dall’archivio Mecal – Festival Internazionale di Cortometraggi di Barcellona. Ognuna delle serate ruoterà attorno ad un tema specifico mostrando una prospettiva Vintage completamente inedita ed esclusiva. Un percorso che, attraverso una selezione singolare, inchioderà lo spettatore alle poltrone.
Per i contenuti presenti in alcuni frammenti del cinefestival sarà consigliabile la visione ad un pubblico adulto.

DOPOFESTIVAL:
Esclusive live performance faranno sconfinare il Vintage Festival dalle mura del centro S.Gaetano in rinomate location della città. Musicisti di fama internazionale chiuderanno le giornate del festival. Il primo appuntamento, nell’elegante sede di Porsche Italia, il secondo appuntamento nel patinato Q Bar in piazza Insurrezione, mentre il Caffè Pedrocchi sarà la lussuosa cornice dell’evento di chiusura.
Location: 9 Sett. Porsche Padova, 10 Sett Q Club, 11 Sett. Caffè Pedrocchi


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  1. […] anche detto che attorno al vintage c’è molta confusione che riassumerei nella battuta di Bruno Lorini, curatore della mostra sugli Anni di Piombo al Padova Vintage Festival: «considerare Toni Negri vintage mi piaceva. Come un disco di Donna Summer». Per delineare un […]

  2. […] anche detto che attorno al vintage c’è molta confusione che riassumerei nella battuta di Bruno Lorini, curatore della mostra sugli Anni di Piombo al Padova Vintage Festival: «considerare Toni Negri vintage mi piaceva. Come un disco di Donna Summer». Per delineare un […]



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