Nuovi Segnali 2011 – Quaranta giovani all’orizzonte

La presentazione.

di Antonio Lauriola.

Nella mattinata del 19 ottobre, presso i locali dell’ESU di via S. Francesco, giovani e istituzioni si sono incontrati per presentare l’evento che nelle prossime settimane (dal 19 ottobre al 30 novembre) accompagnerà le portate della mensa attigua. Nuovi segnali, infatti, è il progetto che, giunto ormai alla sua sesta edizione, propone una rassegna di arte contemporanea realizzata da venti giovani artisti gestiti da altrettanti curatori esordienti. A sostenerli, il Comune di Padova – attraverso l’Ufficio Progetto Giovani –, l’ESU, il Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica dell’Università di Padova.
Scegliere i locali di una delle mense più frequentate dai nostri studenti – spiega l’Assessore alle politiche giovanili, Claudio Piron – vuole essere anche una provocazione: tra gli eventi culturali che il Comune sta
offrendo alla cittadinanza (è solo di qualche giorno fa l’inaugurazione di Urbanize-Me exhibition in Galleria Cavour), Nuovi Segnali porta l’esperienza artistica direttamente tra gli studenti, abbellendo un luogo legato ai momenti conviviali e distensivi. Un valore aggiunto al servizio cardine dell’ESU – sottolinea Rocco Bordin, presidente dell’ente per il diritto allo studio – perfettamente in linea con il trend intrapreso dall’azienda. Oltre al fine promozionale (l’ESU ha avviato l’iter che lo renderà ente economico), il proposito è quello di fare rete in un momento economicamente critico certamente non favorevole per l’Italia che ospita – in questo senso – una situazione ben diversa da quella dei principali Paesi europei. Dello stesso avviso è pure il Direttore Generale dell’ESU, Stefano Ferrarese che, ironizzando sulle competenze artistiche necessarie per far quadrare i conti del suo Ufficio, afferma che, in questo progetto «ci crediamo veramente» (sic!). Nella sua ottica, i giovani artisti sono veri e propri apripista della funzione culturale dell’istituzione: libertà di espressione e capacità nel farlo sono elementi indispensabili per la crescita.

Il nucleo centrale di Nuovi Segnali, però, non è costituito solamente dal momento espositivo. Come tiene a precisare Stefania Schiavon, responsabile dell’area creatività del Progetto Giovani, la mostra è solo l’explicit di un percorso di formazione durato qualche mese. Qui, gli artisti e i curatori si sono confrontati, oltre che tra di loro, direttamente con una prospettiva lavorativa e applicativa in cui il ruolo del PG è stato solamente quello di supervisione e consulenza. «L’arte deve far parte della quotidianità», dice. «Non tutti devono per forza amare l’arte contemporanea. Ma è giusto che questa abbia diritto di cittadinanza anche in un luogo così ricco di storia come Padova». E, in quest’ottica, la collaborazione di più enti, che negli anni si va sempre più consolidando, è fondamentale e proficua.
L’apporto dell’Ateneo si evidenzia nelle figure di due giovani accademici: Guido Bartorelli e Giovanni Bianchi. Tra le cose che la riforma ha chiesto all’università, una certamente di pregio è la richiesta di un passaggio del processo teorico e di apprendimento attraverso il ‘fare’. Ma, se ciò sarebbe abbastanza ovvio per alcune facoltà e certe discipline, le cose si complicano spesso in campo umanistico. L’esperienza pratica, inutile ribadirlo, è di fondamentale importanza nel percorso di formazione di ciascuno. Nuovi Segnali offre un’opportunità pressoché unica ai suoi protagonisti mettendoli di fronte alle problematiche di un campo difficilmente sperimentabile. Contemporaneamente offre, ai suoi patrocinatori un vivaio di possibili curatori – e succede che qualcuno faccia da subito il ‘salto’ (è il caso, ad esempio, di una ragazza che, dopo l’esperienza di una passata edizione, sia tra i curatori di Urbanize-Me) – e al pubblico artisti di certa qualità.

A partire da oggi gli studenti della nostra università avranno un motivo in più per frequentare la mensa di via S. Francesco – per visitarla, almeno – e visionare, valutare o criticare il lavoro di venti coppie di propri coetanei che, al di là delle facili polemiche di qualcuno, e affrontando le paure e i tabu degli esordienti, hanno provato a mettersi in gioco. L’appuntamento per le inaugurazioni è ogni mercoledì (fino al 23 novembre) alle 18: ogni settimana tre artisti e tre curatori (quattro, la prima e l’ultima settimana) presenteranno le opere che rimarranno in mostra fino al mercoledì successivo. Appassioneranno, faranno storcere il naso, colpiranno o saranno dimenticate in un istante. Certo, però, varrà la pena vederle. In un contesto insolito che prova a oltrepassare alcuni muri che da sempre questo Paese ha eretto tra accademia e spazio urbano, tra cultura e strada o, solo, tra chi va in cerca del bello e chi vorrebbe trovarselo intorno.
Costretti ad affrontare quotidianamente le difficoltà dell’esordio e della distanza istituzionale, nonché la precarietà economica del periodo – in un certo senso, cioè, ‘nuovi segnali’ – ConAltriMezzi, la sua redazione e i suoi collaboratori offriranno il proprio contributo all’auspicabile buona riuscita dell’evento in qualità di media partner e, nelle prossime settimane, articoli e approfondimenti accompagneranno i quaranta protagonisti della rassegna.

Info

Progetto Giovani
Assessorato alle Politiche Giovanili
Comune di Padova
Centro Culturale Altinate/San Gaetano
via Altinate, 71 – Padova
Tel. 049 8204795
www.progettogiovani.pd.it
pg.creatività@comune.padova.it
 

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