Ho visto gente brindare

di Antonio Lauriola.

Da qualche giorno assisto incredulo all’ottimismo generalizzato che scuote l’Italia dell’opposizione. Non l’Opposizione parlamentare, sia chiaro, perché quella ha ben poco a cui aggrapparsi, ma quella gran fetta di popolo che, tra un’indecisione e una incazzatura da bar, non vede l’ora che Berlusconi scompaia dalla scena politica italiana.

Bene. Il signor Silvio B, quel simpatico vecchietto protagonista della sitcom Cavalieri in poltrona, in onda su tutto il territorio nazionale dal 1994, quello noto per ospitalità e simpatia da Bagaglino, beh… quell’individuo, con qualche probabilità, presto si farà da parte e rimarrà solo una sagoma di cartone su cui mirare quando c’è da colpire.

Anche la Merkel, oggi, dopo la famosa risata nella conferenza stampa del 27 ottobre scorso, ha espresso la sua rinata fiducia verso Roma. Tutti contenti, allora? Non credo sia il caso. L’operazione condotta in più di quindici anni dal nostro, contrariamente alle banali aspettative degli ottimisti dell’urna, è stata quella di spargere un seme infetto, resistente alle contraccezioni classiche e, soprattutto, in grado di riprogrammare il genoma di un’intera classe dirigente (politica, ma non solo) peraltro da sempre predisposta allo stupro (attivo e passivo).

Il Berlusconi non è più un soggetto anagrafico che è nato, ha un’età, svolge una professione e, finalmente, muore. È un tipo. Anzi, una maschera carnascialesca. Il Berlusconi è la sintesi di un Balanzone e un Pantalone. Mentre in tutto il mondo dilaga il fenomeno Anonymous e la maschera di Guy Fawkes, l’Italia è in mano a un gruppo di puttanieri, faccendieri, mafiosi e falsari soffocati dalle cravatte e dai cristalli di cocaina nel cervello, tutti pronti a sorridere alla prima telecamera amica o mostrare il dito medio alle altre. A differenza che nel resto del mondo, però, questo carrozzone allegorico è più reale di quanto si speri e non si mostra solo ad Halloween, Carnevale o nelle feste private: l’Italia è un eterno baccanale.

L’ideatore della messinscena – o, almeno, il suo più eccellente direttore – ha finito il suo ciclo ma ha creato un logo più virale di Steve Jobs. E tutti se ne fregiano. Chi sarà, infatti, dopo di lui?

Tra i suoi vecchi sostenitori non c’è alcuno in grado di sostituirlo: tutti insieme sul carro hanno tenuto il ritmo, rispettato i passi del ballo di gruppo sulle coinvolgenti note di hit quali Colpa dei comunisti, Sono una vittima, Me gusta la gnocca giovane, Olgettina ghe pens mi, ecc. Ma da soli, ciascuno per conto proprio, sono come Renzulli senza Pelù (o viceversa). Bossi? Schifani? Alfano? Senza i feromoni di Silvio da seguire perderanno la strada rifugiandosi nei «Roma ladrona» e «La mafia non esiste».

Dall’altra parte la situazione non migliora. Perché le imitazioni sono quasi sempre grottesche e mal funzionanti e, nella meno catastrofica delle ipotesi, i Berlusconi avranno la casacca di Pulcinella e una lacrima da Pierrot. Con gli altri, fingendosi offesi, battevano il piede sugli stessi temi osceni dei loro dischi, divertendosi a storpiare e parodiare i testi come piccoli bricconi alla messa del patrono. Cosa offrono questi? La scelta è imbarazzante: un governo dipietrista di giudici e poliziotti; la ‘vecchia sinistra’ di Bersani e dell’infiltrato D’Alema; il giovane democristiano, figlio di democristiani, illuso rappresentante della ‘nuova sinistra’ di Matto Renzi; Vendola, con le sue bellissime parole; i Grillini, vittime del presunto senso civico urlato dall’insultatore del web. E poi, ancora, i centristi, i cattolici, i finiani, ecc.

Siamo veramente convinti che le cose cambieranno? Speranza è una parola che non ho mai amato. È una delega. E le deleghe, in questo Paese, finiscono troppe volte in mano ai cialtroni.

Ora si parla di Mario Monti e tutti sottolineano che ha studiato a Yale col Premio Nobel James Tobin. Come sentirsi pop star perché il mio vicino è Paul McCarntey.

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Comments
3 Responses to “Ho visto gente brindare”
  1. Marco Vezzaro ha detto:

    Personalmente la tua (non) argomentazione della mancanza di alternativa mi sembra, per paradosso, abbastanza berlusconiana. Disillusione o qualunquismo non lo so, io credo sia opportuno fare altre riflessioni;
    1. ora che Berlusconi ha dimostrato che avere potere legislativo e mediatico assieme consente praticamente di scialare e imbrogliare indisturbati, la generazione successiva farà in modo di impedire questo o ne seguirà le orme come nella più banale delle successioni al trono?
    2. a posteriori, alla vigilia di una per me inevitabile dissoluzione del partito, qualcuno è in grado di abbozzare un programma, un progetto e un’ideologia del PdL?
    3. non era forse il caso di mettere a tacere contrasti ideologici Bersani-Renzi e lasciare che entrambi parlassero in questa delicata fase di tramonto di Berlusconi, invece che arrivare allo scontro mediatico? Voglio dire, si poteva evitare che Renzi apparisse come il Berlusconi di sinistra e che Bersani fosse l’ennesimo comunistello con la puzza sotto il naso? E’ forse vero che se Berlusconi ha perso il contatto con la realtà, il centrosinistra tutto ha perso la dimestichezza coi media?

  2. Antonio Lauriola ha detto:

    La stampa italiana ed estera si sta sbizzarrendo, in questi giorni, nel proporre argomentazioni, ‘dibattiti’, giustificazioni e fenomenoligie di varia qualità. Opinionisti di ogni fattura e calibro ci stanno riempiendo la testa (non solo) delle loro idee. E certamente lo fanno meglio di come lo farei io.
    Ma la mia, qui, non ha alcuna pretesa di offrirsi come argomentazione, né è un programma politico. Ho solo fatto un’osservazione – personale – sulla situazione, con particolare riferimento ai facili sospiri di sollievo. Ho voluto semplicemente porre un interrogativo: “e adesso?”
    Le domande che sollevi, Marco, sono tutte legittime e interessanti.

    In riferimento alla questione potere legislativo e mediatico, più che dimostrare, Berlusconi ha adottato un modo di fare che fino al suo arrivo si credeva inedito in Italia e che, certamente, il centrosinistra e i suoi surrogati non hanno mai padroneggiato né, credo, inteso dal momento che l’hanno sempre e solo attribuito al suo possesso economico di emittenti e mezzi. Sottolineo che “si credeva inedito” perché non è altro che il sistema utilizzato per quarant’anni dalla DC attraverso la chiesa cattolica: una propaganda invadente e totale che ignora in maniera pressoché totale il cervello della gente, per riferirsi ai suoi umori più umili (che neghino e proibiscano, o accettino valorizzando, poco importa). L’opposizione non ha fatto altro che sottostare a questo modus operandi cercando di integrarsi, ma è come un bianco dell’Alabama che fa il b-boy nel Bronx. A meno di sorprese dell’ultima ora, chi succederà sul trono crederà una mossa vincente imitare Berlusconi da questo punto di vista. Sono scettico anche sull’effettiva realizzazione di una legge sul conflitto d’interessi.

    Dopo Silvio è molto probabile la dissoluzione del PdL, almeno per come lo conosciamo. Il risultato sarà la rinnovata frammentazione tra leghisti (e anche qui è da vedere come e se rimarranno coesi), fascisti e democristiani. L’innegabile carisma e potere aggregante del leader è invisibile negli altri. L’unica possibilità è che Berlusconi continui a tirare le redini da dietro le quinte. Ma per quanto?

    All’interno del centrosinistra i panni sporchi sono sempre stati lavati in pubblico a dimostrazione della scarsa capacità di comunicazione. Ho difficoltà a capire il comunismo di Bersani e Renzi… basta leggere i suoi famosi 100 punti (http://www.avisoaperto.it/wp-content/uploads/2009/10/100puntiperfirenze.pdf) per avere visioni di punti interrogativi grandi quanto la cupola del suo duomo. Parlando di opposizione non si può fare a meno di usare i condizionali: Bersani e Renzi AVREBBERO DOVUTO evitare lo scontro mediatico; DOVREBBERO decidere da che parte stare; POTREBBERO essere onesti sul vuoto che li riempie o POTREBBERO sforzarsi di dargli un significato.

    Sono tutte questioni irrisolte e che temo saranno affrontate seriamente solo dal tempo. Non NEL tempo: DAL tempo.

  3. tommaso ha detto:

    Io penso che il problema sia quello di fare una rivoluzione culturale per cui la gente inizi a leggere più libri e la smetta di guardare il grande fratello e le ragazze carine trovino altri modi per fare carriera che non siano darla via ai potenti. Ma sinceramente la vedo dura, da questo punto di vista penso che il berlusconismo durerà almeno altri dieci anni. Da un punto di vista politico resta un vuoto che c’è dai tempi di Tangentopoli e che non è mai stato riempito. Dovrebbe riempirlo la gente o dei politici seri, ma anche qui la vedo dura.

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