Il rito (fantasmi della mente)

di Tommaso De Beni. Alle donne come ai preti non va fatta alcuna concessione Schopenhauer Quand’ero piccolo ho fatto un sogno strano. Stavo presso le macchinette, avete presente quelle giostrine che si trovano magari nei centri commerciali a forma di cavalluccio o automobilina o che so io e iniziano a muoversi se ci infilate la … Continua a leggere

“Risotto coi funghi” – Racconti

di Tommaso De Beni. La mamma disse sorridendo (con la voce e non ancora con il volto): “Risotto coi fuunghii!”. Disse proprio così, cadenzando la parola “funghi” con un’allegra cantilena, come a dire: “wow!”. Il taglio della bocca piegata si volta, tutto il corpo si muove come attorno ad un perno, ora ce l’ha davanti, … Continua a leggere

“Eutanasia” – Racconto

di Alberto Bullado. «Dicevano che mi avrebbero confermato una B». Ero automunito, avevo il cane, un piccolo giardino. E persino un tagliaerba, anche se non esattamente di ultima generazione. «Ma tua moglie è un cesso». Fausto. Uno che delle graduatorie se ne fregava. Casa sua era un buco di culo e come posto di lavoro … Continua a leggere

Gaijin – CAM#05: TRASH!

di Alberto Bullado. Racconto ispirato a qualcosa di vero. Naturalmente. Gaijin (外人 gaijin) è una parola della lingua giapponese che significa letteralmente “persona esterna (al Giappone)”, cioè colui che non è nativo, non è del luogo. Con questo termine vengono indicati dai giapponesi gli stranieri: gaijin ha una connotazione un po’ più dura e talvolta … Continua a leggere

Dopo la pubblicità – CAM#05 TRASH!

di Antonio Lauriola. Stanza3: così sono andata di là e gliene ho dette quattro 🙂 cosa si aspettava? Non si fanno certe stronzate… INVIO BelSorcino: hai ragione!!! Al tuo posto le avrei spaccato il naso. Sai che sono sempre dalla tua parte e quando ci sono le altre perdo interesse e faccio altro. Comunque ora … Continua a leggere

“Memento Mori” – Racconto

di Tommaso De Beni. She was a phantom of delight when first she gleamed upon my sight… Wordsworth Il giorno in cui sono morto me lo ricordo bene. Sì, non si può certo dimenticare un’esperienza del genere. Una di quelle che…come disse il Gran Pelato? ah sì, un’esperienza dopo la quale la tua vita non … Continua a leggere

“Esorcisti” – Racconto

di Alberto Bullado. L’annuncio diceva più o meno così: «Se avete bisogno di aiuto contro diavoli, demoni e satanassi, in città c’è finalmente qualcuno che può aiutarvi. Se avete problemi con Beelzebub, se pensate di essere posseduti da entità negative, se conoscete qualche indemoniato, se avete il presentimento che a casa vostra vi siano presenze … Continua a leggere

Intelletomani

di Eugenia Giancaspro. Passeggiando, incontro un intellettuale Di quelli che leggono da star male Se ne sta seduto su un viale Con lo sguardo rivolto a qualcosa d’irreale E mi viene in mente un quesito Cosa farà questi di così ardito? Voglio dire oltre a quello per sfogliare Muoverà qualche altro dito? Di domandare mi … Continua a leggere

Al Girasole

di Tommaso De Beni. A Giorgio, ché gli mangio tanto bene. Portami al Girasole ch’io mi mangi un bel panino e se non ho fame mi beva un crodino, il girino (che fa?) se scrocca la gran farsa della Piadina libera o la fretta d’una povera piccola bruschetta, tra un ghe xe ‘l dotor, ma … Continua a leggere

Desolazione di un povero montaliano antipascoliano

di Marco Vezzaro. Non chiederci la poesia che ormai noi vomitiamo qui tocca anche a noi studenti la nostra parte di vertigine, ed è sperar che si limoni o una trombata d’oro con solarità. Me l’ha chiesta e bene non seppi, fuori del prodigio, Dio bono, bono, bono! Studiai questo ciocco bruciato ore e ore … Continua a leggere

Rime al cuore, morto l’altro dì (e al fegato spappolato che sta così così)

di Sara Apostoli. Metro: quartine dantesche con iati sparsi T’ho fatto una baruccia bianca tra i rosai, Animuccia mia monacata, di che sei morta?! -Morta, morta di dolore…! Cuore, mio cuore poverello! T’ho messo in un cimitero Coll’immaginetta del Cristo… Di che sei morto?! -Morto, son tanto morto di malinconia… Triste piangi, rene malinconico, t’ho … Continua a leggere

Destini improbabili

di Tommaso De Beni. Al festival di Pastrufazio impiccheremo un angelo che non ha voluto farsi riconoscere, a colei che piange regaleremo un topazio per frenare le angosce, all’impostore ipocrita spaccheremo la faccia, alla madre dedicheremo una canzone, all’amante soffriremo un pranzo, al tossico un posto da Costanzo, all’autore di bestseller leggeremo Manzoni, alla moglie … Continua a leggere

[O dal tuo vergine afflato assurgere]

di Tommaso De Beni. O dal tuo vergine afflato assurgere ombre di sogni e memorie di vertigini, o Morte, o Inganno! E dietro ogni passo un senso, dietro ogni cosa una voce, se la Vita in croce, se forse chissà magari non so, tu, odi quest’ode all’amica dimagrita e smagata, l’odi tu? No, tu lodi. … Continua a leggere

Animal Symbolicum

di Tommaso De Beni. Non sono all’altezza della mia follia: un cavallo mangiava un pappagallo mentre un granchio pizzicava il seno ad una bella vestale il cui tallone schiacciava la testa d’una serpe: che cos’è in fondo l’uomo senza la pazzia? Un vaso pieno di tori si ruppe al volo di farfalle che libere sarebbero … Continua a leggere

Era Nero

di Damiano Gui. Era nero. Tanto risaltava sulla neve che non potei ignorarlo. Scrollai le scarpe dai cristalli caduti nel chiudere la portiera, saltellai sulle sagome di ferro da stiro lasciate dagli altri nel bianco. Lui mi guardò, registrò, analizzò, frugò quindi nella neve e ne cavò una ciambella di plastica grigia farcita di ghiaccio. … Continua a leggere